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La revisione della Direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali
Mobilità in Europa
 


La Commissione europea ha adottato una proposta per modernizzare e revisionare la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (2005/36/CE). Tale direttiva, che si rivolge ai ventisette paesi dell'Unione europea più Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, ha avuto l'onere di spiegare cosa s'intende per titolo professionale riconoscibile e di descrivere la procedura di riconoscimento[1].

La proposta (leggi la versione in italiano) nasce dall'esigenza di rendere più semplici le regole per la mobilità dei professionisti all'interno dell'Ue, in conseguenza della diminuzione della popolazione in età lavorativa e della possibile futura carenza di personale qualificato adatto a coprire i nuovi posti di lavoro che si verranno a formare nei prossimi anni. Una delle risposte a questa carenza potrebbe essere la possibilità che una buona parte di professionisti di un paese si trasferiscano in quelli che ne hanno più bisogno. Occorre quindi rendere più semplice e immediato il momento del riconoscimento professionale.

La Direttiva europea offre tutte le informazioni necessarie per consentire agli operatori di avviare una nuova attività o trovare un posto di lavoro in un altro Stato membro che richiede una qualifica specifica per poter esercitare una determinata attività professionale.

Le proposte di modifica dovrebbero interessare non solo la mobilità definitiva, ma anche quella temporanea. Gli elementi chiave della proposta sono: l'introduzione di una tessera professionale europea e un certificato elettronico in grado di descrivere le qualifiche di cui si è in possesso; una maggiore trasparenza e garanzia delle informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche professionali, mediante la creazione di sportelli unici e procedure online; l'aggiornamento e l'armonizzazione dei requisiti minimi di formazione per medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari e architetti; formazione comune e un meccanismo di allerta per evitare che operatori in campo sanitario vedano sempre riconosciuta in modo automatico la loro qualifica nel caso di divieti a svolgere la professione per vari motivi; regole chiare sull'accesso parziale alle professioni regolate; l'impegno a estendere le regole e gli obiettivi della Direttiva anche ai professionisti che non hanno ancora ottenuto la qualifica in quanto svolgenti un tirocinio formativo; un'attenzione maggiore a testare le competenze linguistiche dei possessori di qualifiche professionali, prima che essi si trasferiscano in un altro paese. Altre informazioni possono essere consultate nel memorandum scritto dalla Commissione Ue il 19 dicembre 2011 (MEMO/11/923).

 

Danilo Gentilozzi
(gennaio 2012)

 

Nel sito del CIMEA, all'interno dell'area "Riconoscimento", c'è una sezione che tratta del riconoscimento professionale in Italia e quali sono le autorità competenti per il riconoscimento a seconda della professione.

Il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio ha realizzato una Guida per il riconoscimento delle qualifiche professionali per facilitare la comprensione delle norme, comunitarie e nazionali, che regolano il sistema della libera circolazione dei professionisti nell'Unione Europea. Ultimo aggiornamento: giugno 2011.



[1] Per approfondimenti: Comune di Milano e Fondazione Rui, Studiare e lavorare all'estero. Guida al riconoscimento dei titoli di studio, maggio 2010, capitolo 3.

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