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Germania: il governo valuta positivamente l’attuazione della Riforma di Bologna
 


Nell'articolo Bologna implementation makes striking progress, comparso in University World News del 12 febbraio, Michael Gardner afferma che in Germania l'attuazione del Processo di Bologna viene vista con favore dal governo per le ripercussioni positive su mobilità, accesso e occupabilità dei laureati. Stando agli ultimi dati forniti dal governo tedesco, l'85% (75% tre anni fa) degli oltre 15.000 corsi di laurea sono stati trasformati nei nuovi corsi di primo e secondo livello come richiesto dal Processo di Bologna.

La mobilità è in aumento: un terzo degli studenti ha trascorso un periodo di studio all'estero, e oltre un quarto di essi per più di tre mesi. Le cose sono cambiate anche per quanto riguarda l'accesso: artigiani, tecnici e amministratori aziendali possono iscriversi a un corso universitario anche senza aver conseguito l'Abitur, il diploma di istruzione secondaria superiore finora necessario. Dal punto di vista dell'occupazione - sempre secondo le dichiarazioni del governo tedesco - solo il 4% dei laureati di primo livello (dati 2007-2008) provenienti dalle università erano ancora disoccupati dopo 18 mesi, 6% se provenienti dalle Fachhochschulen (gli istituti di istruzione e formazione tecnica superiore che erogano esclusivamente titoli di studio equiparati a quelli universitari di primo livello) o dalle università di scienze applicate; figure a volte addirittura preferite ai laureati in possesso del titoli tradizionali di diplom e magister.

Un ultimo dato: nel 2011 ci sono stati 515.800 nuovi iscritti - tra cui molti studenti provenienti dall'estero - a conferma che il sistema di istruzione superiore tedesco modellato secondo il Processo di Bologna funziona.

 


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