• Forum: studi umanistici da difendere
  • A proposito di valutazione
  • I nuovi rettori
  • Il piano del Governo per l'università
  • Individuazione delle competenze
  • L'università liquida secondo Bauman
NOTIZIE DALL'ITALIA
18/12/2013
Corsi a numero programmato: riattivato con decreto MIUR il bonus maturità e pubblicata la nuova graduatoria degli idonei
06/12/2013
Il Cardinal Scola all’Università di Milano-Bicocca: università come luogo di formazione alla libertà
04/12/2013
Giovani & Lavoro: presentati i dati del rapporto Specula Lombardia
03/12/2013
La nuova giunta della CRUI
02/12/2013
Diritto allo studio universitario e corruzione: il fenomeno degli studenti “evasori” come nuovo campanello d’allarme
18/11/2013
Italia – Sud Mediterraneo: la cooperazione universitaria tra mobilità accademica e programmi congiunti
Leggi tutte le notizie dall'Italia
NOTIZIE DALL'ESTERO
18/12/2013
Giappone: cresce il numero e la qualità della collaborazione nella ricerca con i paesi in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa
17/12/2013
OCSE PISA 2012: studenti asiatici al top, quelli italiani primeggiano nelle materie scientifiche
16/12/2013
Primo incontro internazionale dei centri di ricerca dell’istruzione superiore a Shanghai
29/11/2013
Unione europea: approvata dal Parlamento la proposta di Regolamento che istituisce Erasmus+
19/11/2013
Eurostat: lo stato di attuazione della Strategia Europa 2020 nei paesi membri, Italia in ultima posizione
05/11/2013
Germania: tre indagini analizzano la situazione economico-sociale e le buone prospettive occupazionali degli studenti universitari
Leggi tutte le notizie dall'estero
Cimea
Cimea
Sito 
segnalato da Freeonline.it
Isfol 2012: laureati italiani più occupati d’Europa ma meno retribuiti
 


I laureati italiani sono più occupati ma meno retribuiti dei colleghi europei. Lo evidenzia il Rapporto ISFOL 2012, presentato il 28 giugno 2012 alla Camera dei Deputati, che analizza le dinamiche del mercato del lavoro e dei sistemi di istruzione e di formazione. (Leggi la sintesi)

Skills, occupazione e crescita economica sono elementi talmente interconnessi tra loro, che in alcuni Paesi europei, pur in presenza della crisi, è stata stimolata l'occupazione ad alta intensità di conoscenze, capace di generare un forte valore aggiunto.

Lo scenario italiano si allontana invece da quello europeo: il nostro Paese ha disinvestito nei lavori ad alta qualificazione, per i quali nell'ultimo quinquennio è stata registrata una flessione pari all'1,8% a fronte di una crescita del 13% in Francia e alla sostanziale stabilità in Germania. Con la particolarità, rispetto agli altri paesi dell'Unione europea, che molti lavori qualificati sono svolti solo in parte da coloro che hanno acquisito i livelli formativi più elevati. Le retribuzioni dei lavoratori italiani laureati si attestano mediamente al 36% rispetto al 48,3% dell'analoga media europea. La classe compresa tra 25 e 64 anni appare quella maggiormente penalizzata in termini di basso rendimento del titolo di studio universitario, mentre le persone dai 55 ai 64 anni sono quelle che presentano i guadagni relativamente più elevati.

Rispetto agli altri Paesi più sviluppati, appare una distanza maggiore tra le retribuzioni medie della componente giovane e di quella anziana. L'anzianità lavorativa risulta più premiante del livello di scolarizzazione e in definitiva contribuisce "a disincentivare l'investimento in istruzione dei giovani". L'investimento in istruzione, invece, continua a essere pagante sotto il profilo lavorativo: le difficoltà incontrate nella ricerca di un lavoro sono inversamente proporzionali al titolo di studio conseguito. Nel 2011 il tasso occupazionale dei poco scolarizzati (10,4%) si è attestato su livelli doppi rispetto a quello dei laureati (5,4%) con un vantaggio più sensibile nei territori (ad esempio, nel Mezzogiorno) più svantaggiati. 

Rimane ancora piuttosto elevato il gap con l'Europa in merito alla quantità degli occupati in possesso di laurea anche se dal 2007 sono aumentati del 10%, a fronte della media europea del 14% e del 17,8% in Germania. L'incremento dei laureati non viene assorbito ancora in misura sufficiente rispetto all'aumento delle professioni ad elevata specializzazione, prevalentemente composte da occupati muniti di istruzione terziaria. L'ottica della competitività spinge dunque all'adozione di politiche europee a sostegno di una crescita sostenibile e inclusiva: "Europa 2020" ("New Skills and Jobs" e il recente "Employment Package"), la "Skills Strategy" dell'OCSE e in qualche misura le azioni incentivanti contenute nel Decreto Sviluppo italiano. Oltre al titolo di studio, conta il possesso di competenze chiave quali quelle informatiche e di conoscenza della lingua inglese, spendibili in maniera trasversale sul mercato del lavoro.   

 


Maria Luisa Marino
(23 luglio 2012)

Idee di Università
Universitas Reviews
Iscriviti alla newsletter
QUADERNI
27. Lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Verso il 2020
Cimea
Universitas per iPhone e iPad
In merito al talento
Tag
Più valore al futuro
 
 
 
Viale XXI Aprile 36, 00162 Roma - universitas@fondazionerui.it - rivistauniversitas.it
CODICE ISSN: 2283-9119

Web Consulting: ATG