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Atenei in crisi: sempre meno iscritti, laureati e docenti
Politica universitaria
 


È emergenza per le università italiane: dopo l'allarme lanciato qualche settimana fa dal presidente del Consiglio Universitario nazionale Andrea Lenzi, un rapporto di 21 pagine del CUN "rivolto all'attuale governo, al Parlamento e alle forze politiche" impegnate nella campagna elettorale snocciola dati e cifre sul calo degli iscritti, dei laureati, dei dottorati, dei docenti e dei fondi stanziati per le Università.

Iscritti: scomparso un intero grande ateneo. Il rapporto rimarca innanzitutto come in dieci anni gli immatricolati siano scesi in tutto il territorio nazionale da 338.482 (anno accademico 2003/2004) a 280.144 (anno 2011/2012), con un calo di 58.000 studenti, pari al 17% in meno. Come se, scrivono, in un decennio fosse scomparso un intero ateneo di grandi dimensioni come la Statale di Milano. Le iscrizioni dei 19enni sono calate del 4% in tre anni, passando dal 51% nel 2007-2008 al 47% nel 2010-2011.

L'Italia è al 34esimo posto su 36 Paesi dell'Ocse per numero di laureati (dati 2012): Solo il 19% dei 30-34enni possiede una laurea, contro una media europea del 30% (rilevazione al 2009). Il 33,6 % degli iscritti ai corsi di laurea, infine, è fuori corso mentre il 17,3% non fa esami.

Meno borse di studio, meno laureati. Il numero dei laureati nel nostro Paese è destinato a calare ancora anche perché, negli ultimi 3 anni, il Fondo nazionale per finanziare le borse di studio è stato ridotto. Nel 2009 i fondi nazionali coprivano l'84% degli studenti aventi diritto, nel 2011 il 75%.  Il 25% dei ragazzi quindi è rimasto fuori. La spesa per il diritto allo studio, sottolineano, ha subito un andamento contrario a ogni dichiarazione di principio.

Europa distante anche per il numero dei dottorati: rispetto alla media europea in Italia abbiamo 6.000 dottorandi in meno che si iscrivono ai corsi di dottorato (fascia età 25-27 anni). Il dottorato (o Doctor in Philosophy - Ph.D o PhD) è il più alto grado di istruzione universitaria in molti paesi del mondo ma l'attuazione della riforma del dottorato di ricerca prevista dalla legge (30 dicembre 2010, n.240) è ancora al palo. Inoltre in Italia il 50% dei laureati segue i corsi di dottorato senza alcuna borsa di studio.

Emorragia di professori: in soli sei anni (2006/2012) il numero dei docenti si è ridotto del 22%. Nei prossimi 3 anni si prevede un ulteriore calo dei docenti di ruolo. Contro una media OCSE di 15,5 studenti per docente, in Italia la media è di 18,7 (includendo sia i docenti strutturati che quelli a contratto).

Le spese superano i fondi: dal 2001 al 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (FFO), calcolato in termini reali aggiustati sull'inflazione, è rimasto quasi stabile dal 2001 sino al 2009, per poi scendere del 5% ogni anno, con un calo complessivo che per il 2013 si annuncia prossimo al 20%. Su queste basi e in assenza di un qualsiasi piano pluriennale di finanziamento moltissime università, a rischio di dissesto, non possono programmare la didattica né le capacità di ricerca.

 



Manuela Borraccino
(febbraio 2013)

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