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Unione europea: le diseguaglianze educative all’interno dei paesi membri
 


Il Rapporto Mind the gap: education inequality across EU Regions[1] traccia un quadro delle diseguaglianze educative regionali esistenti tuttora non solo tra gli Stati membri, ma e soprattutto al loro interno. Tabelle statistiche e un centinaio di mappe aiutano a visualizzare le disparità, che riflettono gli aspetti sociali e dividono regioni e città in ogni Stato in relazione all'occupazione, al benessere, alla qualità e aspettativa di vita, ostacolando uno sviluppo regionale equilibrato e alimentando l'esodo dei migliori studenti verso regioni più sviluppate e più ricche.

Fra i temi evidenziati:

- necessità di un migliore coordinamento dei dati raccolti a livello sub regionale affinché divengano uno strumento utile agli amministratori per la pianificazione delle politiche educative;

- a livello di Stati: Germania, Regno Unito e Paesi Bassi vantano la migliore accessibilità geografica all'università; maglia nera l'Europa sud-occidentale, la Svezia settentrionale, Finlandia, Paesi Baltici, Spagna, Danimarca e Francia. Le Regioni che vantano i tassi più elevati di laureati sono ubicate nel Regno Unito, in Belgio, nei Paesi Bassi e nella Spagna settentrionale. Tassi più bassi in Italia, Portogallo e più in generale nell'Europa centrale e orientale;

- all'interno degli Stati membri: grandi differenze interregionali riguardano il numero di studenti universitari in rapporto alla popolazione in età 20-24 anni. Lo scarto più elevato è riscontrato in Belgio, seguito da Repubblica Ceca e Austria. Nella maggior parte dei casi la posizione regionale dominante delle capitali influisce sull'offerta dell'istruzione terziaria. Sul piano geografico la Spagna misura il divario più sensibile tra la sede universitaria (raggiungibile in meno di 60 minuti) più vicina (Madrid e Paesi Baschi) e più lontana (Ceuta). Ben otto Stati membri (nell'ordine Regno Unito, Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Slovacchia e Romania) hanno un forte divario regionale interno (superiore al 15%) nel numero dei laureati.

Per l'Italia emerge in particolare che la Liguria annovera la più alta percentuale relativa alla popolazione scolastica in età 15-24 anni iscritta in istituzioni secondarie superiori e post secondaria non terziaria. Il Lazio è la Regione che conta il maggior numero di studenti universitari nella fascia di età 20-24 anni. Umbria, Molise, Friuli-Venezia Giulia e Lazio figurano ai primi posti per accessibilità geografica all'insegnamento superiore: soltanto l'1% della popolazione abita in zone distanti più di 60 minuti da un ateneo.

 

Maria Luisa Marino
(7 febbraio 2013)





[1] L'indagine, autorizzata dalla Commissione Europea, è stata curata dagli esperti NESSE (Network of Experts in Social Sciences of Education and training) e prende in considerazione 21 dei 27 Stati membri (sono esclusi Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Malta).

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