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Misure urgenti per università ed enti di ricerca nel “Decreto Fare”
Politica universitaria
 


Il "Decreto Fare" (Decreto Legge n. 69 del 21.06.2013), approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 giugno 2013 recante misure urgenti in materia di crescita, si occupa anche di università e ricerca. Mentre per il settore scolastico si è intervenuto nel reperire fondi destinati principalmente all'edilizia (100 milioni per tre anni, dal 2014 al  2016), il settore universitario e della ricerca è presente nel testo del decreto con indicazioni concrete su: assunzione di personale; borse di studio; finanziamento delle università; interventi straordinari a favore della ricerca.

 
Assunzione di personale


Per il 2014 è stata prevista la possibilità per università ed enti di ricerca di assumere nuovo personale. È stato elevato, infatti, il limite di spesa dal 20 al 50% rispetto alle cessazioni dell'anno precedente (il cd. turn over). Si prevede la possibilità di nuovi posti di lavoro per 1.500 professori ordinari e 1.500 nuovi ricercatori in tenure track (incaricati di ruolo) sul Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) nel 2014. Spesa prevista: 25 milioni nel 2014 e 49,8 milioni nel 2015.

 
Borse di studio


Un primo segnale di rafforzamento del diritto allo studio viene dall'impegno nel reperire fondi per le borse di studio. A fronte di tutte le riduzioni degli ultimi anni sulla quota di base disponibile per erogare borse di studio, nel decreto legge vengono previsti 5 milioni per il 2013 e 2014 e 7 milioni per il 2015, da iscrivere sul Ffo delle università. Le borse sono, però, di natura particolare: sono borse "di mobilità" a favore di studenti che, avendo conseguito risultati scolastici eccellenti, vogliono iscriversi nel 2013-2014 a corsi di laurea in regioni diverse da quelle di residenza. Le risorse saranno suddivise tra le Regioni con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.

 
Finanziamento delle università


Per rendere più flessibile il sistema di finanziamento delle università e semplificare le procedure di attribuzione delle risorse, il decreto legge prevede un unico fondo contenente sia le risorse attualmente destinate al finanziamento ordinario delle università, sia quelle per la programmazione triennale del sistema, sia le risorse per i dottorati che quelle per gli assegni di ricerca. All'ANVUR si prevede di affidare la valutazione dei servizi delle università e degli enti di ricerca per semplificare il sistema di valutazione attualmente in vigore.

 
Interventi straordinari a favore della ricerca


Finalità di questa previsione contenuta nel Decreto Fare è quella di favorire gli interventi diretti al sostegno e allo sviluppo delle attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale. Il MIUR concederà contributi alla spesa nel limite del 50% della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto disponibili sul Fondo per la agevolazioni alla ricerca (FAR); ciò significa che sarà utilizzato il fondo rotativo che si alimenta con i rientri del credito agevolato, il quale contiene anche risorse da destinare ai contributi a fondo perduto. Ecco l'elenco di settori di intervento passibili di finanziamento: start up innovative; spin off universitari; progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni; potenziamento del rapporto "ricerca pubblica" - imprese; potenziamento infrastrutturale di università ed enti pubblici di ricerca.



 

 

Danilo Gentilozzi
(giugno 2013)



(Fonti: Comunicato stampa del Governo, 15/06/2013; La Stampa: "Università, ci saranno tremila assunti" 17/06/2013)

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