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Paesi nordici: gli effetti dell’introduzione delle tasse universitarie nei sistemi d’istruzione
 


Il Consiglio dei Ministri nordico, che raggruppa Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, ha incaricato la Oxford Research di effettuare uno studio per esaminare gli effetti dell'introduzione delle tasse nei paesi del Nord Europa. La prima a istituire le tasse è stata la Danimarca (2006), seguita dalla Finlandia (2009) che vive tutt'oggi un periodo di prova di cinque anni, mentre per la Svezia sono entrate in vigore dal 2011. Islanda e Norvegia hanno ancora sistemi d'istruzione non tassati. La relazione, dal titolo "Tuition Fees for International Students - Nordic practice", ha anche analizzato il sistema delle borse di studio e si è concentrata sulle pratiche riguardanti gli studenti internazionali.

Secondo quanto affermato nello studio, è emerso che nei paesi nordici dal 2005 sono aumentati del 117% gli studenti stranieri, che oggi formano il 5,8% della popolazione studentesca totale.

Per la Svezia lo studio ha mostrato, fino al 2010, un significativo aumento di studenti internazionali, provenienti, per lo più, da paesi al di fuori dell'EU-EEA (European Union-European Economic Area). Al fine di rafforzare la propria posizione competitiva, nel 2011 le istituzioni svedesi hanno introdotto la tassa d'iscrizione e hanno stabilito che i costi dell'istruzione dovessero essere coperti in toto dalle tasse. Si è verificato, quindi, un drammatico calo: dagli 8.000 studenti del 2010 si è passati rapidamente a 2.000 l'anno successivo.

La Finlandia, nel periodo 2005-10, ha registrato un incremento degli studenti non EU-EEA del 102% nelle università e del 137% nei politecnici, contro il 23% e il 27% degli studenti EU-EEA. Secondo i dati della relazione, 41 corsi di studio su 339 prevedono il pagamento delle tasse, in 9 università e 10 politecnici.

Deciso l'aumento di studenti internazionali, università e scientific colleges in Norvegia (56%) nel periodo 2005-12. Nel 2012 erano quasi 16.000 gli studenti internazionali, di cui 8.700 circa dall'EU-EFA e 7.260 da fuori Europa. Tra il 2005 e il 2012 il numero di studenti internazionali EU-EFA è aumentato dell'89% mentre il numero degli studenti non europei del 29%.

In Islanda la crescita del numero di studenti internazionali è stata determinata in gran parte dalla totale assenza di tasse. Sebbene nel 2010 il dato fosse esiguo (852 dall'EU-EFA e 281 studenti non europei), dal 2005 ci sono stati incrementi rispettivamente del 45% e dell'86%.

La Danimarca consente agli atenei di stabilire tasse elevate, ma il surplus che esse generano deve essere utilizzato per le borse di studio. Nel periodo 2005 - 2010 c'è stato un aumento del 154% degli studenti dall'EU-EEA, in particolare per le business academies ma, in parallelo, un calo degli studenti stranieri non EU-EEA, del 31% nelle università e dell'8% nei college universitari. Si è verificato, altresì, un aumento degli studenti non EU-EEA nei business colleges che non hanno introdotto tasse fino al primo gennaio 2008.

 

 

Elena Cersosimo
(20 giugno 2013)



(Fonte: University World News del 4 maggio 2013, Fees and international students in Nordic nations)

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