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Il Ministro Carrozza al Forum europeo per il diritto allo studio: attuare le garanzie costituzionali e favorire la realizzazione di nuove residenze universitarie
 


Si è celebrato a Bologna (12-14 giugno 2013) il 3° Forum europeo per il diritto allo studio, organizzato dall'Associazione Nazionale per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU). Le precedenti edizioni si erano svolte a Perugia nel 2008 e a Padova nel 2010. Tra i molteplici temi affrontati, ci si è soffermati soprattutto sugli scenari del diritto allo studio nei paesi europei alla luce delle riforme introdotte nell'ambito del Processo di Bologna, sulla mobilità internazionale e sull'ospitalità a favore degli studenti fuori sede.

Marco Moretti, presidente dell'ANDISU nonché membro dell'Osservatorio nazionale per il Diritto allo studio costituito dal MIUR, alla domanda su quali siano state le principali evoluzioni del DSU negli ultimi anni, ha fatto una disamina puntuale e precisa sulle principali criticità (contrazione delle risorse per interventi sociali, riduzione dei contributi da parte di Stato e Regioni, troppi studenti idonei ma non beneficiari) e sulle aspettative per il futuro (Riconoscimento livelli essenziali di prestazione, aggiornamento criteri di accesso, nuovi investimenti statali). Infine, il punto sullo stato di attuazione del Processo di Bologna: «L'Italia è stato uno dei primi paesi ad adottare a livello universitario il sistema delineato nel Processo di Bologna. Tuttavia permangono delle difficoltà di interpretazione a livello europeo rispetto alla denominazione dei titoli conseguiti»[1].

A chiusura del Forum è intervenuto anche il Ministro dell'Università, Maria Chiara Carrozza. Nel suo intervento, il titolare del Dicastero ha dato risalto a tre aspetti essenziali:

· l'attuazione sostanziale dell'art. 34 della Costituzione italiana e, al suo contrario, la presenza della triste figura dell'idoneo non beneficiario di borsa di studio («Una figura che è la più cruda testimonianza di ciò che non va nel diritto allo studio in Italia, di quello che possiamo e dobbiamo cambiare»);

· la riduzione dei contributi e dei beneficiari di borse di studio («In Italia ottiene una borsa di studio solo il 7% degli studenti, con 258 milioni di euro di fondi pubblici, contro il 25,6% della Francia - 1,6 miliardi -, il 30% della Germania - 2 miliardi -, il 18% della Spagna - 943 milioni. In cinque anni il nostro dato è calato dell'11% mentre è aumentato negli altri paesi - Francia +25,9%, Germania +18,6%, Spagna +39%. Nel 2010/2011, dei 181.312 studenti aventi diritto a una borsa di studio,  l'hanno avuta solo 136.222: più della metà degli aventi diritto non beneficiari di borsa sono nel Mezzogiorno»);

· la necessità di affrontare con determinazione il problema del welfare universitario, dei servizi e posti letto per gli studenti («Per quanto riguarda le residenze universitarie, ci impegniamo anzitutto a realizzare una ricognizione puntuale sullo stato di realizzazione delle opere finanziate in questi anni. Ho proposto di operare in due direzioni: assicurare un finanziamento annuo aggiuntivo pari almeno a 30 milioni di euro a valere sulla Legge n. 338/2000; verificare la possibilità di ridestinare una parte delle risorse del Piano Sud - relative a interventi non ancora avviati o ad accordi di programma non ancora stipulati - alla realizzazione di residenze universitarie»).

 

Riguardo al tema del diritto allo studio, vedi l'approfondimento nelle Note italiane che Universitas ha dedicato sul numero 128 della rivista (Forum. Il diritto allo studio universitario in Italia). Clicca qui per scaricare il n. 128 di Universitas

 

Danilo Gentilozzi
(22 luglio 2013)



[1] Intervista concessa in preparazione al Forum Europeo del Diritto allo Studio. Leggi l'intervista completa sul Magazine del Forum.

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