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Valutazione della Qualità della Ricerca: dichiarazioni e commenti
 


Il commento del Consiglio Universitario Nazionale è affidato a una dichiarazione ufficiale del 16 luglio, che riproduciamo:

«La presentazione dei dati della VQR segna un punto di svolta nella cultura della valutazione e per un diverso accreditamento dell'università nell'opinione pubblica.
Il Consiglio Universitario Nazionale, quale organo di rappresentanza del sistema universitario, dichiara:
· La valutazione è un imperativo assoluto per l'università italiana. Per consolidarla occorre far sì che l'obbligo di trasparenza e comunicazione dei dati raccolti diventi un'occasione di crescita del sistema e non un processo che ne favorisca divisioni, rivalità immotivate o logiche punitive.
· Il dato di partenza dell'importante occasione di oggi, prontamente e correttamente rilevato dal ministro, è che la quasi totalità del mondo della ricerca ha collaborato col massimo dell'impegno. Da oggi nessuno potrà più dire che l'università non vuole essere valutata.
· Occorre richiamare tutti a una grande cautela nella presentazione e nell'utilizzo dei dati, che eviti la tentazione dello scoop e della semplificazione. Una valutazione rigorosa implica innanzitutto la capacità di fare e pubblicare confronti omogenei, senza centrare l'analisi su dati a effetto. La valutazione deve essere uno strumento non "di" governo ma "per" il governo, qualcosa che non sostituisca le scelte, ma aiuti le sedi istituzionali a scegliere per il meglio. La logica delle pagelle è la strada sbagliata.
Il CUN pertanto ribadisce quanto già dichiarato in passato: valutazione e non classifiche. Rating e non ranking».

 

 
Il prof. Sergio Benedetto, membro dell'Anvur e coordinatore di tutta la VQR, è stato intervistato "a caldo" dal quotidiano online "Il Sussidiario". Ecco parte del suo commento.

Professore, di che cosa disponiamo esattamente da oggi?
Ognuna delle 14 aree scientifiche in cui sono suddivise le discipline universitarie nel nostro paese vede una graduatoria di tutte le università e degli enti di ricerca. Questa graduatoria, oltre che per università, è fatta anche per dipartimenti. In breve, si può sapere in quale ateneo si trova il miglior dipartimento italiano di fisica, solo per fare un esempio.

 
Gli enti valutati che percentuale sono del totale italiano?
Le università ci sono tutte: pubbliche, private, telematiche, statali, non statali... tutti gli enti che rilasciano un titolo di terzo livello sono stati valutati. Gli enti di ricerca presi in esame sono i 12 vigilati dal Miur, quindi non ci sono ad esempio quelli vigilati dal Ministero della Salute (ad eccezione di due che si sono sottoposti volontariamente alla valutazione), più 26 enti "volontari".?


Dati del genere sono rivolti anche alle famiglie italiane?

Certamente. Se in una famiglia c'è uno studente che vuole iscriversi a un corso di laurea magistrale dove la ricerca gioca un ruolo significativo, o ancor più a un dottorato di ricerca, certamente farebbe bene ad andare a vedere la graduatoria delle università migliori in quel campo.?


Il Rapporto VQR valuta la ricerca, ma non la didattica, perché?
Sono due valutazioni che hanno metodologie molto diverse. L'Anvur comincerà dall'anno prossimo a fare anche valutazione della didattica, ma questo esercizio di valutazione era dedicato per legge solamente alla ricerca. È vero però che nell'università la didattica non può essere distinta dalla ricerca; una università per essere tale deve svolgere entambe ad un livello ragionevole di qualità.??


Qual è, secondo Lei, il dato più saliente che emerge dalle graduatorie?
Non esiste un ateneo che eccelle in tutti i campi, il panorama è composito. Diciamo che ci sono un paio di università che emergono in molte aree e sono quelle di Padova e Bologna nel segmento dimensionale delle grandi università. Tra le piccole, spiccano decisamente la Scuola Superiore Sant'Anna e la Normale di Pisa, la Sissa di Trieste per la matematica e la fisica, la Bocconi tra le private nel settore dell'economia.??

 
E dal punto di vista geografico?
Con molte cautele si può dire che c'è una prevalenza qualitativa delle università del nord rispetto a quelle del sud. A seconda delle aree, infatti, ci sono anche realtà molto buone in alcune università del sud. D'altra parte quando qualcuno cerca una buona università, non cerca una buona università in tutto.

 
Le critiche, specie quelle sui criteri di valutazione delle produzioni scientifiche come la bibliometria, hanno in qualche modo influito sul vostro lavoro?
C'è chi ci ha criticato sempre e comunque, su tutto, in un modo che dimostra una certa dose di preconcetto. Davvero un ente che svolge così tante attività come l'Anvur non riesce a farne nemmeno una che sia condivisibile? Sì, il punto sta nel fatto che abbiamo usato per molte aree scientifiche la valutazione bibliometrica. Ma questa è utilizzata nelle aree scientifiche da più di 30 anni, e il fatto che in Italia se ne sia fatto uno uso marginale dipende dal fatto che nel nostro Paese non si è mai fatta valutazione. In ogni caso, i confronti effettuati tra i risultati della valutazione bibliometrica e quelli della valutazione peer review hanno dato un grado di correlazione molto elevato. ??

 
Accoglierete le critiche?

Certamente. Noi siamo disponibilissimi, a fronte di critiche costruttive, a studiare tutti i miglioramenti possibili. Naturalmente un esercizio di valutazione di questa portata, fatto in due anni, non può essere esente da errori. Non credo però che questi ultimi compromettano i risultati finali.

 


La Redazione
(29 luglio 2013)

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