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Tasse universitarie e politiche nazionali, analisi comparata fra paesi UE
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Il Rapporto National Student Fee and Support System 2012/13, elaborato per la Commissione europea dalla Rete Eurydice, consente ai lettori di conoscere e comparare il variegato panorama dei sistemi europei, riferito alle tasse universitarie e alle politiche di sostegno studentesco. Oltre a considerare l'entità e la ripartizione dell'onere, la riscossione e gli eventuali criteri di esenzione, il volume evidenzia le modifiche di sistema, conseguenti a riforme nazionali in atto o ultimate.


Tasse universitarie
Un buon numero di Paesi - soprattutto dell'Europa del Nord - le esclude per tutti gli studenti; in altri (ad es. Irlanda) è previsto il pagamento dei costi amministrativi, la cui entità in definitiva non risulta inferiore a quello delle tasse propriamente dette; in altri sono più care nel 1° ciclo che nel 2° (ad es. in Turchia €540 annui per il 1° livello e €151 per il 2°) o viceversa (ad es. in Irlanda l' ammontare più comune è di €2.500 per il 1° ciclo e di €6.000 per il 2°). In Ungheria, Lituania e Slovenia la maggior parte di coloro, che beneficiano di posti pagati dallo Stato, sono esonerati anche dalle tasse universitarie. Il Regno Unito, com'è noto, ha introdotto dal settembre 2012 l'aumento più sensibile della tassazione, pur se mitigata da forme di supporto economico e con qualche differenza nelle varie aree del Paese. In alcuni Paesi è stato rafforzato il valore legato alla riuscita negli studi, come in Italia che ne misura l'entità nel limite del 20% del finanziamento pubblico ordinario (FFO) ed esonera borsisti e meritevoli; in Estonia dall'a.a. in corso è stato effettuato un significativo cambio di sistema, concedendo l'esonero a quelli che raggiungono 30 ECTS in un semestre e 60 in un anno, attribuendo alle Università il diritto - ma non l'obbligo - di far pagare coloro che non ottengono tale risultato. Una netta inversione di direzione riguarda invece la Germania, ove, successivamente all'autorizzata imposizione ai Länder nel 2007, soltanto la Bassa Sassonia mantiene la tassazione universitaria e pianifica di abolirla dal prossimo anno accademico;  


Forme di supporto finanziario
Si identificano essenzialmente nelle due tipologie di borse di studio a disposizione degli studenti sulla base del merito (presenti in 20 su 39 sistemi nazionali esaminati) e dei bisogni finanziari degli stessi e delle loro famiglie. Un misto tra i due sistemi è presente in Belgio (Comunità fiamminga), Grecia e Italia, che, unitamente a Danimarca, Irlanda, Spagna, Austria, Portogallo, Finlandia, Scozia e Svizzera elargiscono borse economicamente più sostanziose. In Germania, Liechtenstein e Norvegia prevale la combinazione tra borse e prestiti.


Riforme recenti o in atto
Tra le tante, in Lettonia la Declaration of the Intended Activities of the Cabinet of Ministers e la Latvia's Strategic Development Plan 2010/13 prevedono l'adozione nel 2014 di un nuovo modello di finanziamento universitario. Altrove è stata incentivata la redditività dei finanziamenti in termini di qualità degli studi: la Turchia, a decorrere da settembre 2012, opera l'esenzione a favore degli iscritti a corsi diurni; in Finlandia è in atto la discussione di alcune proposte allo scopo di favorire la regolarità temporale degli studenti full-time; la Romania nell'a.a. in corso si è posta il duplice obiettivo di aumentare del 3% i finanziamenti ad hoc e di accrescere conseguentemente il numero di laureati. Esattamente l'opposto di quanto realizzato nel Liechtenstein, che - a decorrere dal 1° agosto 2013 - è stato costretto dalla crisi finanziaria a ridurre di un quarto gli stanziamenti destinati al supporto delle attività studentesche.  

 


Antonella Lorenzi
(ottobre 2013)

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