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segnalato da Freeonline.it
I Mooc delle università italiane: online il primo corso della Sapienza Università di Roma
 


Il primo corso Mooc della Sapienza è online dal 20 gennaio 2014. Intitolato "Early Renaissance Architecture in Italy: from Alberti to Bramante", è erogato il lingua inglese ed è disponibile sulla piattaforma Coursera.

Universitas ha rivolto alcune domande a Francesco Paolo Fiore, docente del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura e curatore del corso.

 
Professore, potrebbe descrivere quali sono gli obiettivi formativi del corso da Lei curato?
Il corso vuole parlare a un pubblico di studenti di tutto il mondo dell'architettura italiana del primo Rinascimento, puntando la sua attenzione sulla ripresa delle forme dell'antichità e in particolare degli ordini architettonici, che ne sono il più evidente segnale. Mostrare la varietà e complessità della ricerca sugli ordini architettonici, da Alberti a Bramante, permette di discutere le grandi architetture dei maggiori centri artistici italiani. Vuole al tempo stesso sfatare l'idea che lo studio dell'architettura possa rispondere a formule rigide e avviare una discussione e una valutazione storica del linguaggio architettonico diversamente declinato nei diversi centri del Rinascimento.

 
Quanti sono stati gli iscritti al corso? Si attendeva una risposta di questo tipo dagli utenti della rete?
Gli iscritti al corso sono circa 18mila, un numero elevatissimo anche perché si tratta del primo corso che la Sapienza propone fra quelli di Coursera. Il numero e la partecipazione degli iscritti al corso supera largamente le previsioni ed incoraggia a proseguire su questa strada, migliorando l'efficacia dei corsi on line.

 
Quali sono, a suo parere, le ragioni del successo dei MOOC? Quali benefici per l'università italiana?
Il successo dei corsi risiede certamente nella loro qualità e nel fatto che il loro accesso è gratuito. Il loro migliore effetto è quello di interessare il più largo pubblico alla ricerca che si svolge nelle Università, raggiungendolo in tutto il mondo, soprattutto se tenuti in lingua inglese o nella lingua del paese di ogni Università, in tal caso con sottotitoli ben preparati. I benefici per l'Università italiana possono essere notevolissimi, perché attraverso questo mezzo la ricerca e la cultura italiane possono superare di colpo i limiti imposti dalla non facile mobilità dei docenti e dalla difficile diffusione delle opere a stampa in lingua italiana.

 
Secondo Lei, quale modello di apprendimento/insegnamento presuppongono?
Sono indubbiamente necessari chiari obiettivi didattici, capacità di sintesi, possibilità di seguire con l'aiuto di uno staff preparato i forum degli studenti, che accompagnano e sono parte non secondaria dei corsi on line. Anche se efficaci, non ritengo che questi possano tuttavia sostituire i corsi tradizionali, dove il rapporto diretto fra docenti e studenti resta fondamentale, ma solo affiancarli ed eventualmente sostenerli con materiali didattici.

 
Per un approfondimento sui Massive Open Online Courses, si veda il n. 129 di Universitas.



Danilo Gentilozzi
(5 marzo 2014)

 

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