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Processo di Bologna: l’EUA pubblica il rapporto Trends 2010
 


In occasione dell'incontro di Vienna dello scorso 11 marzo, durante il quale è stato inaugurato lo Spazio comune europeo dell'istruzione superiore, l'EUA (European University Association) ha presentato il rapporto "Trends 2010: a decade of change in European Higher Education". Il rapporto offre una sintesi dello stato dell'implementazione del Processo di Bologna nelle politiche nazionali in tema di istruzione superiore dei Paesi firmatari della ormai decennale Dichiarazione.

Il rapporto Trends 2010, giunto alla sesta edizione e curato da Andrèe Sursock e Hanne Smidt, si basa sulle risultanze di un questionario a cui hanno risposto 821 università europee e 27 associazioni di università (ad esempio, le varie Conferenze dei rettori), con il contributo aggiuntivo di 16 visite "sul campo" presso alcune di queste università. I risultati, nonostante i ritardi cronici di alcuni sistemi di istruzione superiore, non sono negativi. Le riforme sono in esecuzione in quasi tutti i Paesi firmatari e per il 2020, nuovo anno di riferimento per l'implementazione del Bologna Process, sono previsti nuovi e soddisfacenti sviluppi.

Per quanto riguarda le riforme nazionali, il tema entrato con prepotenza nel processo di riforma dei singoli Paesi è stato la valutazione della qualità: il 60% delle università intervistate ritiene tale argomento la vera novità introdotta dal Processo di Bologna e maggiormente attuata dai singoli Paesi. Seguono la cooperazione interuniversitaria (53%), l'autonomia (43%), la cooperazione con l'industria (42%), la diversificazione del finanziamento (41%), la competizione (38%), le politiche di reclutamento (29%), i saperi minimi per i differenti cicli (27%) e le riforme dei sistemi di tassazione universitaria (20%).

Il rapporto analizza dettagliatamente alcune tematiche proprie del Processo di Bologna, evidenziandone gli sviluppi o i ritardi rispetto alla precedente edizione dei Trends, datata 2007. Tra gli aspetti positivi si segnalano: la modularizzazione della didattica nello schema dei tre cicli (Bachelor, Master, PhD), divenuta ormai realtà nel 95% dei sistemi di istruzione superiore (+13% rispetto al 2007); il sistema di trasferimento e accumulazione dei crediti (ECTS), riconosciuto dalla totalità dei Paesi (90%); la diminuzione del numero di atenei che non rilasciano il Diploma Supplement (dal 38% del 2007 al 18% attuale); la maggiore attenzione alla qualità dell'insegnamento tramite una nuova ristrutturazione dell'offerta formativa (il 77% delle università hanno modificato i curricula, + 22% rispetto al 2007). Buoni anche i risultati relativi al tasso di diffusione dei doppi titoli.

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