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Open Doors 2013, gli Stati Uniti restano la prima scelta degli studenti internazionali
Mobilità
 


L'IIE - Institute of International Education, in collaborazione con l'US Department of State's Bureau of Educational and Cultural Affairs ha pubblicato il Rapporto Open Doors 2013 - Report on International Educational Exchange, nel quale vengono analizzate le chiavi di tendenza della mobilità negli USA. Sono focalizzati in particolare i fattori economici, le politiche educative e il contributo degli scambi accademici all'attrattività universitaria e in definitiva al rafforzamento delle relazioni diplomatiche ed economiche. Nell'interscambio prevalgono gli studenti esteri accolti (819.644 unità nell'a.a. 2012/13) rispetto agli statunitensi all'estero (in valori assoluti 283.000 unità nell'a.a. 2011/12).

Nonostante gli studenti universitari statunitensi oltre i confini nazionali siano più che triplicati nell'ultimo ventennio (dai 71.000 del 1991/92 ai 283.000 dell'ultima rilevazione), il loro peso percentuale sul totale dei 21 milioni di iscritti in patria è ancora inferiore al 3%. Di breve durata (per il 58,9% in media 8 settimane) sono i soggiorni all'estero, destinati essenzialmente ad acquisire crediti o conoscenze linguistiche. L'Italia (con 29.645 studenti accolti, pari al 10,5% del totale), sebbene abbia registrato un lieve calo, è ancora la seconda meta preferita dagli studenti d'oltre oceano, preceduta dal Regno Unita (34.660 unità pari al 12,2%) e seguita dalla Spagna (9,3%) e dalla Francia (6,1%). L'Europa rimane ancora la più prescelta, ma il gradimento sta diminuendo: 15 delle prime 25 destinazioni si trovano fuori dalla zona europea e ben 19 riguardano Paesi non di lingua inglese. Sta crescendo invece gradualmente l'attrattività dell'America Latina, dell'Asia, dell'Oceania (Australia, Nuova Zelanda e Isole del Sud Pacifico) e dell'Africa.      

La scolarizzazione universitaria degli studenti internazionali mostra peraltro un significativo risvolto economico. Si tratta di un introito quantificabile in 24,7 miliardi di dollari per tasse universitarie, ai quali si aggiungono ulteriori 3 miliardi per le spese correlate (vitto, alloggio, acquisto libri, assicurazione sanitaria, trasporto ecc.), corrisposti dagli studenti esteri, i quali contribuiscono così alle economie locali oltre a quelle delle singole università. le università statunitensi più accoglienti sono risultate essere nell'ordine: l'Università of South California, Urbana-Champaing nell'Illinois, Purdue University, New York University e la Columbia University;  Economia (21,8%), Ingegneria (18,8%), Matematica e Informatica (9,5%), Scienze sociali (8,9%) le aree di studio più gettonate.

Quasi due studenti internazionali su tre (63%) finanziano da soli o con il supporto delle loro famiglie i loro studi negli Atenei USA. L'analisi per provenienza geografica evidenzia un'accresciuta concentrazione di studenti internazionali originari di pochi Paesi: al primo posto la crescita guidata dalla Cina (+21% in media e +26% nei corsi undergraduate), seguita nell'ordine dall'India (con un calo legato alla recessione economica in quel Paese) e dalla Corea. Congiuntamente i tre Paesi rappresentano da soli quasi la metà (49%) del totale ospitato.



Antonella Lorenzi
(gennaio 2014)

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